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venerdì 3 aprile 2015

Quando "risorgere" diventa possibile

Ci apprestiamo a vivere una delle feste più importanti della fede cristiana, la Pasqua. Spesso, festività come questa vengono vissute in un clima di indifferenza o, tutt’al più, come un’occasione per mangiare e fare scampagnate e gite fuori porta. Ma qual è il significato profondo di questo evento?Cosa può insegnare alla nostra vita?
La parola “Pasqua” deriva dall’Aramaico Pesach (pasa') e significa “passare oltre”. Nella Pasqua cristiana celebriamo il passaggio da morte a vita di Gesù e di conseguenza dei cristiani che, liberati dal peccato, “risorgono” insieme a Cristo.

E qui mi viene in mente una frase di Jim Morrison:
"Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci."
Voglio partire da questa citazione “profana” per condividere con voi l’importanza del saper risorgere nella nostra vita...

lunedì 16 marzo 2015

Quando la perfezione si fa donna


Ognuno ha i propri standard, sia che si tratti di ruoli, oggetti o situazioni:
La donna ideale, il migliore aspetto fisico, il portamento giusto.
Interessante vedere come ognuno di questi aggettivi, solitamente associati alla perfezione, racchiuda in sé altri significati piuttosto interessanti:
Ideale = conforme ad un’immagine che abbiamo in mente
Migliore = ciò che diletta, che rallegra
Giusto = conforme alla legge.
Per curiosità… Andate su un qualsiasi motore di ricerca, cliccate sulla sezione immagini, digitate “donna perfetta” e guardate cosa viene fuori.
Fatto?
Potete ben comprendere quali siano le nostre associazioni mentali spontanee quando le parole “donna” e “perfetta” vengono affiancate: corpo e sesso; ed entrambi vengono collegati a misure e canoni. Troviamo decaloghi da rispettare e collage di parti del viso e del corpo di attrici e modelle.
Ma cosa significa perfetto? L’origine latina del termine ci rimanda al concetto di “Compiuto”, “completo”, “integro”. L’eterno conflitto è sempre fra il significato puro e originario di un parola e quello che poi viene modificato, semplificato o complicato ma, quasi sempre, distorto.

giovedì 9 gennaio 2014

Quando il nostro corpo si fa carico di un disagio

                     




Immagini forti: una ragazza che chiaramente percepisce in modo distorto il proprio corpo, una che vomita, un’altra che si abbuffa mentre piange, una che, prigioniera dei centimetri, si sente con “le mani legate” di fronte al cibo, un bambino che si ingozza davanti alla tv.
Quante volte il nostro corpo si prende il compito di esprimere le nostre emozioni e quante volte il cibo, amato oppure odiato, serve per comunicare, a volte gridare, un disagio.